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Impianti di prima pioggia

Per il trattamento delle acque di origine meteorica di superfici impermeabilizzate quali:

  • Strade, tangenziali, viadotti e autostrade;
  • Piazzali industriali;
  • Parcheggi di centri commerciali, industrie;
  • Aree di servizio.

Gli impianti di prima pioggia vengono progettati in conformità alle varie normative regionali.

La principale funzione degli impianti di prima pioggia consiste nella raccolta differenziata della prima pioggia da quella successiva. L’importanza di mantenere separate le acque è fondamentale per una corretta depurazione, in questo settore, Italvasche si può ritenere all’avanguardia nella progettazione di suddetti impianti.

Gli impianti di prima pioggia sono sistemi finalizzati alla riduzione dell’inquinamento veicolato dalle acque meteoriche di dilavamento.
Nati per soddisfare le richieste della legge Regionale della Lombarda n° 62 del 27 maggio 1985, sono successivamente stati adeguati alle varie normative regionali emanate in attuazione al D.Lgs. 152/2006.

Per talune tipologie di insediamento, in occasione di eventi meteorici preceduti da un determinato periodo di tempo secco, consentono la separazione del volume d’acqua meteorica defluito durante la prima parte della precipitazione, potenzialmente inquinato dalla presenza delle sostanze trascinate dal dilavamento delle superfici.

Questo volume, nel caso di eventi meteorici separati da un periodo minimo di tempo asciutto variabile da 48 a 96 ore a seconda delle regioni, viene definito “acqua di prima pioggia”.
Le varie normative regionali ne fissano la quantità, generalmente i primi 5mm distribuiti uniformemente sulla superficie scolante servita, e precisano le situazioni in cui deve esserne prevista la separazione dal resto delle acque meteoriche
Gli impianti di prima pioggia devono, in particolare, soddisfare due requisiti:

1) Separare un volume pioggia definito e indipendente dalla durata e dalla intensità della precipitazione.
Di conseguenza è obbligatorio l’impiego di vasche di raccolta adeguatamente dimensionate e non sono ammessi sistemi, come i manufatti scolmatori, in grado di limitare le portate ma non di controllare i volumi.

Nel dimensionamento delle vasche è importante considerare, per l’accumulo della prima pioggia, solo il volume compreso fra i livelli idrici minimi e massimi, quindi al netto della zona di deposito delle sabbie e di eventuali franchi, superiore per la tubazione di immissione e inferiore per il funzionamento del sistema di rilancio.

2) Separare tutte le acque di dilavamento fino al volume prefissato, e quindi fino al completo riempimento delle vasche.
E necessario quindi che il diametro della tubazione di immissione sia lo stesso della tubazione di arrivo all’impianto, per evitare eventuali fenomeni di riflusso che provochino lo sfioro di acque prima della completa raccolta della prima pioggia.

Le acque accumulate nell’impianto devono essere conferite, con le modalità richieste dalla normativa, alla fognatura nera od al trattamento.
Quest’ultimo, nella maggior parte dei casi, è costituito da un sistema per la rimozione del materiale sedimentabile e degli idrocarburi, sostanze che contribuiscono in maniera preponderante, all’inquinamento delle acque di origine meteorica di dilavamento.

È opportuno che le acque meteoriche provenienti da superfici scoperte contaminate da oli ed idrocarburi vengano depurate per garantirne un contenuto massimo di olio residuo non superiore a 5mg/l.

Le situazioni in cui è richiesto l’impiego degli impianti di prima pioggia, sono indicate nelle varie normative regionali.
Tipici campi di applicazione sono, ad esempio:

• piazzali di insediamenti industriali;
• parcheggi scoperti e aree adibite alla sosta ed al transito di autoveicoli;
• aree di stoccaggio e distribuzione di carburanti;
• aree stoccaggio e riciclaggio materiali
• aree impermeabili in zone sensibili.

IMPIANTI DI PRIMA PIOGGIA SERIE PP

Gli impianti serie PP standard sono dimensionati, come richiesto dalla quasi totalità delle normative regionali vigenti, per la separazione di un volume di prima pioggia corrispondente ai primi 5 mm uniformemente distribuiti sulla superficie scolante servita.
Realizzati in calcestruzzo confezionato con cemento Portland (conforme a UNI EN 197-1) rinforzato con fibre strutturali e con aggregati conformi a UNI EN 12620 e sono provviste di marcatura CE.

Il processo costruttivo e la rispondenza alle Norme sono garantite dal possesso dei requisiti richiesti dalle UNI EN ISO 9001:2008.
Se le dimensioni ne consentono la trasportabilità, la vasca viene interamente realizzata nel cantiere di prefabbricazione di Italvasche e consegnata completa in ogni sua parte.

In caso contrario ne può essere previsto l’assemblaggio in opera, integrale o parziale, con un sistema di post-compressione che consente montaggi estremamente rapidi ed una affidabile e duratura tenuta idraulica.

Il funzionamento dell’impianto, nella configurazione base, si basa sui seguenti principi:

1. Individuazione dell’inizio dell’evento meteorico
2. Selezione e accumulo di un volume di acque meteoriche corrispondente a 5 mm di pioggia uniformemente distribuiti sull’area servita.
3. Sfioro delle acque successive a quelle di prima pioggia.
4. Individuazione della fine dell’evento meteorico.
5. Rilancio dell’acqua accumulata alla fognatura nera, o ad una unità di trattamento, con le modalità previste dalla normativa regionale di riferimento.

L’alimentazione dell’impianto, a seconda dei modelli, può avvenire dalla copertura o dalla parete.
Nel primo caso il pozzetto per la selezione delle acque di prima pioggia e lo sfioro delle successive è collocato superiormente al manufatto, nel secondo caso può essere ricavato internamente all’impianto.

L’eventuale unità di trattamento consiste, nella maggior parte dei casi, in un separatore di idrocarburi in classe I che, in funzione delle dimensioni dell’impianto e della quota del ricettore, può essere integrato nel manufatto o costituire una unità esterna.
Per le situazioni in cui è richiesta la decantazione e la disoleatura delle acque di prima pioggia, sono disponibili anche impianti in cui queste funzioni avvengono prima del rilancio, eliminando eventuali problemi legati alla quota del ricettore delle acque di prima pioggia.

Anche per questi impianti, dove le fasi di decantazione e disoleatura avvengono in discontinuo, i rendimenti epurativi sono quelli previsti dai sistemi di separazione nella Classe I come definita dalle Norma EN 858.

Tutti gli impianti serie PP sono completi di:

• sensore di precipitazione
• sistema di rilancio delle acque di prima pioggia con pompe sommergibili
• regolatore di livello a galleggiante
• quadro elettrico dotato PLC per impostazione tempi e cicli di lavoro

Se richiesto, l’impianto viene dotato di un sistema automatico di chiusura del bacino dopo la raccolta della prima pioggia, a seconda delle situazioni:

• valvola antiriflusso
• valvola a galleggiante
• sistema di chiusura, valvola o paratoia, motorizzato

Oltre alla superficie servita, per ciascun modello vengono indicati i volumi di accumulo delle acque di prima pioggia per consentire la corretta scelta della vasca anche sulla base di altre prescrizioni.

In merito ai volumi di queste vasche inoltre, è opportuno precisare che possono riscontrarsi differenze dimensionali anche notevoli con impianti di altri produttori a parità di superficie servita.

Questo dovuto al fatto che i volumi di prima pioggia riportati corrispondono ai valori effettivi al netto, come richiesto per il rispetto della normativa, della zona di deposito delle sabbie e di eventuali franchi per le tubazioni di immissione e per il funzionamento del sistema di rilancio.